Le lumache di Battaglia… CAJS D.O.C.

Le lumache di Battaglia… CAJS D.O.C.

Un ricordo di Caterina, detta “Catine”

Un ricordo di Caterina, detta “Catine”

L’allevamento delle lumache avviene in modo non intensivo, ma naturale, da sottobosco di quercia in zona croata.

La fornitura è documentata da certificazione.

La presentazione nei diversi piatti è derivata da antichissime ricette tramandate anche da abitanti di Battaglia.Un ricordo particolare va a nonna Catine, che da pochi mesi ci ha lasciati, e che ha contribuito a sviluppare e tramandare molte idee in merito.

Written on maggio 18th, 2011 , storia

IL BORGO

Battaglia si presenta come una leggiadra borgata collocata su un breve pianoro – sedile delle ultime propaggini di costa delle colline moreniche, sul fianco della testata della cordigliera che si stacca dal colle Lungo. Read the rest of this entry »

Written on maggio 15th, 2011 , storia

Come detto sopra, la villa di “Batalea” viene ricordata nel 1176, come comunità ecclesiale strutturata, cioè come insediamento umano a sè stante riconosciuto da Fagagna;  come villa, come comune, come si usava dire allora, dovette avere anche un’aula di riunione: una chiesa.

Per giungere a qualche induzione storica occorre studiare le strutture architettoniche della chiesa attuale. “La chiesetta attuale di Battaglia sembra rivelare lo schema architettonico che risale al secolo XII, quando alla sola aula centrale con solo altare, venne aggiunta una navata a nord, dando origine alle cosiddette chiese “zoppe”. Tale fenomeno si realizzò per il sorgere di particolari devozioni concretizzate in altari secondari . Mentre la navata centrale restava affondata nel terreno, la navata nordica si collocava in solium (uno scalino) sopraelevato”. (Biasutti)

Dunque l’origine della prima aula si deve far collocare anteriormente al mille e nel mille e cento, ebbe una maggior definizione , e la navata gotica aggiunta si deve collocare entro il 1400. Fanno sollevare un dubbio le chiavi di volta: l’una a stella e l’altra col monogramma JHS che indicherebbero rielaborazioni della seconda metà del sec. XV. Ma è indubbio che nei secoli la chiesa ebbe vari rimaneggiamenti, allungamenti, sopraelevazioni; lo si può notare dal tipo di materiali usati: mattoni, pietre, calce ecc. L’aula centrale doveva avere una finestra tonda, esiste ancora e quella laterale un oculo che appare nascosto dalle malte. Sulla porta maggiore doveva esserci un pronao che attualmente è sostituito da quello fatto fare dal parroco  Ubaldo D’Agosto nel 1934. Il portale d’ingresso venne eseguito nel 1552 da un ignoto lapicida su comissione del cameraro Andrea Burelli.

Il primo altare esistente nella chiesa, di cui si ha memoria, era in legno e non si sa che fine abbia fatta. Probabilmente l’attuale altare maggiore, venne importato da altra chiesa, e ciò potrebbe essere avvenuto su richiesta del cameraro Andrea Burello, nel 1792, come da nota ricavata dall’Archivio capitolare di Cividale. (notate che il primo segno di cambiamento del cognome Burello in Burelli, si nota dal 1781). Sull’attuale altare esiste una pala che si può datare anteriormente al MDCCL, in quanto sul piede si nota la scritta “Jacobus Josius inventi et pinxit MDCCI” perciò si deve pensare che la pala provenga da altra chiesa, e che rappresentasse altri santi (S. Tommaso) e che venne adattata per i santi patroni di Battaglia . Vi si nota S. Stefano  e S. Lorenzo. Il precedente altare esisteva ancora nel 1720 come attesta la visita di Valentino Medici.

PALA DELL'ALTARE

Nella cappella a lato dell’aula, formata da due campate  c’è un altare mensola dedicato alla Madonna, ma prima esisteva un altare con cornice lignea scadente, che si può far risalire alla fine del ‘500 o ‘600 con una pala, si trova scritto, di scadente pittore, forse della scuola del Floreali, che dipingeva a Udine.

Alcuni affermano che l’opera va piuttosto inserita stilisticamente fra i modi di Tommaso Vecellio (1567ca. 1629) la cui attività artistica è documentata in Friuli.  Altri autori ritengono il quadro ispirato a modelli del tardo Cinquecento, ma posteriore di un secolo, probabilmente prodotto da Lucilio Candido (1651 – 1723), come poi si ritrova confermato in altre pubblicazioni.

La pala raffigura  la “invenzione della S. Croce” con S. Elena, S. Lucia (festa che si celebrava a Battaglia),  S. Urbano papa e in alto putti alati,  indicando che tale devozione nella villa entrò dopo le crociate.

Nei primi mesi del 2004 la pro Loco Batae si è impegnata a sostenere il restauro della suddetta pala da molto tempo abbandonata alla sorte.

A maggio dello stesso anno il quadro restaurato ha ritrovato al sua sistemazione all’interno della chiesetta.

Il portale d’ingresso principale in pietra elaborata, nell’architrave porta incisa l’iscrizione “Lassate ogni malizia o voi che entrate”.

Sul montante destro in alto una scritta di difficile lettura, ma di data certa 1552,   fa evincere che la chiesa è stata riattata o ricostruita dopo i terremoti del 1511 , con l’aggiunta di due campate al fianco sinistro dell’aula con soffitto a vele delimitate da coste con tondo di pietra al centro, sostenute da robuste colonne.

Con tutta probabilità anche il presbiterio è stato portato in stile tardo gotico sostituendo quello romanico.

 

portale d’ingresso

Or sono alcuni anni, la chiesetta di S. Stefano di Battaglia è stata restaurata, nel rispetto dello stile cinquecentesco, sull’onda delle riparazione postsismiche del 1973.

I lavori si evidenziavano nelle rifondazioni murarie, nell’ordinamento degli scoli delle acque per evitare infiltrazioni, e nel rifacimento del tetto. Nei primi mesi del 2007 ulteriori lavori hanno riguardato il ripristino del manto di copertura con la posa di un nuovo tavolato in legno, la sostituzione di tutta la lattoneria in rame, la realizzazione di un cunicolo areato per l’eliminazione dell’umidità dai muri a nord contro la collina e il rifacimento di nuovi intonaci deumidificanti.

 

Written on maggio 14th, 2011 , storia

associazione di Battaglia di Fagagna